Volevo ispirare leggerezza.
Dare una sensazione di morbidezza, di armonia, di equilibrio.
Volevo una forma che respirasse, piena di cielo e di vento.
Tutta una forma, una struttura, per far dondolare delle catene, che non legassero più; e a ben vedere, di cosa è fatta, una catena, se non soprattutto d’aria? Cosa appare, nelle sue maglie – cosa si vede, se non la vastità del cielo?
E poter giocare, con queste catene, in virtù della Leggerezza raggiunta – che adesso le fa tintinnare, suonare, ad ogni refolo di vento.
Un movimento di ascesa, che consenta, poi, un armonioso ricadere – un ritorno verso il basso, verso la terra, con una consapevolezza nuova; un movimento, di ferro bruno, come se la terra stessa, fosse salita verso il cielo.
E al centro, cosa c’è? Proprio il vuoto: un cuore di cielo, l’alito del Tutto – sotto la prua del vento.
















