sul mio fondo,
anche un mucchio di rottami
si trasforma in un incanto:
questo posso
quando mi unisco con la terra,
quando giungo all’armonia
col mio Profondo –
che non è me, ma di più:
è la Terra, tutta quanta –
figurati se vince
la violenza delle pietre
che mi vengono scagliate
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non conta il fango –
né quello dentro
né quello intorno:
ogni luce
mi appartiene, la rifletto –
che sia un Sole a mezzogiorno
o una Luna dentro al buio;
chi può levarmi questo?
è del Cielo
ogni goccia che mi forma,
lo stesso di quegli astri





